domenica, dicembre 25, 2005

Vigilia di Natale al ristorante cinese.

Da qualche anno a questa parte nella mia famiglia non si sa mai se e dove festeggeremo la Vigilia di Natale, che poi è anche il compleanno di mio fratello. Fino all'ultimo minuto I parenti che invitiamo a cena non ci dicono se verranno, è sempre un tira e molla tra chi dice "ma chissene frega" e chi vorrebbe mantenere una parvenza di unione e di famiglia.
(N.b. non è sempre stato così!).

Quest'anno anche mia madre ha detto chissene importa. Io le ho dato un piccolo aiuto per mollare la presa, perchè lei avrebbe comunque organizzato una cena e convinto i parenti a venire.
A volte bisogna saper lasciare morire qualcosa per ritrovare quello che resta.
Nel suo caso lasciar morire il suo passato e i suoi genitori, con cui il Natale era sempre una bella festa. Mio nonno è morto il 25 dicembre di diciotto anni fa: forse voleva dire lasciar morire anche lui.

Mi sono sentita alleggerita quando anch'io ho mollato la presa, ho accettato che per quest'anno sarebbe andata così e che non dovevo sentirmi come una bambina offesa.
Ieri ho trascorso una bellissima giornata da sola in giro per Roma, col cielo azzurro e un colbacco grigio che mi faceva sentire un po' esotica.
Verso le 8 è arrivato mio padre, ha suonato un po' mentre noi ci vestivamo e poi siamo usciti per andare al ristorante cinese.

A chi si lamenta del Natale in famiglia coi parenti e tutto il resto, vorrei dire che la tradizione di per sè è una gran cosa: è una struttura che ti dà sicurezza, perchè vi assicuro che prende il panico all'idea di andare al cinese la notte di Natale. Ma spetta a noi riempire continuamente la tradizione di nuovi significati, vivificare i nostri sentimenti, ricordarci perchè siamo lì, che cosa ci lega a chi ci sta vicino.

La Vigilia di ieri mi ha riportato coi piedi per terra, mi ha permesso di abbassare il rumore di fondo e di ascoltare il senso di questa festa, che è un misto di ricordo e di attesa, una nascita.
Coi miei e mio fratello abbiamo parlato dei nostri viaggi di bambini, della Yugoslavia che ora è divisa, degli alberghi sociali dove abbiamo dormito. Mio fratello si è ricordato di una scatola che conteneva tutti gli utensili per cucinare, foderata con carta da parati, che stava tra me e lui nei nostri interminabili viaggi in macchina.

Buon Natale di cuore, anche da parte dei gattacci!

2 Commenti:

Alle 28 dicembre, 2005 08:55 , Anonymous Alberto ha detto...

pompo col nastrino violetta in testa è proprio adorable! nevvero?

 
Alle 29 dicembre, 2005 12:53 , Blogger olipal ha detto...

ehm.. veramente è un pedalino (= calzino, calzetto):-D
N.d.A.

 

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